Ipertermia

IPERTERMIA

1. GENERALITA'

 

L’ipertermia è una terapia fisica che, utilizzando onde elettromagnetiche a specifica frequenza, sviluppa, in una determinata parte del corpo, il calore necessario a fornire un effetto terapeutico.

Il controllo e l’adattamento della stimolazione ipertermica consentono di attivare i più noti effetti biologici del calore che come principio terapeutico è indicato in numerose patologie dell'apparato muscolo scheletrico; il campo di applicazione dell'ipertermia dunque può spaziare dalla traumatologia sportiva alle patologie degenerative articolari.

L'ipertermia somministra calore attraverso due sorgenti : una per riscaldare i tessuti profondi (sorgente endogena) , l'altra per raffreddare i tessuti cutanei (sorgente esogena). In questo modo con l'ipertermia è possibile riscaldare in profondità mantenendo i tessuti esterni ad una temperatura controllata, superando cosi i limiti dei sistemi tradizionali.

 

 

2. FUNZIONAMENTO

 

L'effetto fisiologico principale è determinato dalla vasodilatazione del microcircolo con incremento del flusso ematico locale; incremento degli scambi metabolici e dell'apporto di ossigeno, favorendo la rimozione degli agenti dell'infiammazione, di cataboliti ed essudati; riduzione del dolore attraverso la diminuzione della frequenza di scarica dei recettori del dolore; aumento della estensibilità del collagene e della efficienza contrattile del muscolo; riduzione dello spasmo muscolare e degli infiltrati infiammatori; diminuzione dell'edema. L’Ipertermia permette, inoltre, di ottenere un adeguato fenomeno di cell killing che, provocando la necrosi delle cellule lesionate o sofferenti per una qualsiasi patologia o trauma, determina il rilascio di sostanze chemiotattiche e di growth-factors che rappresentano un potente stimolo rigenerativo e riparativo. In tal modo viene fortemente facilitato l'intervento fisioterapico.

 

3. INDICAZIONI

 

Il trattamento mediante ipertermia è generalmente indicato nelle patologie muscoloscheletriche derivanti da un processo cronico degenerativo (artrosi), da esiti traumatici (contusioni, ematomi ecc), o da sovraccarichi funzionali (tendiniti, tendinopatie inserzionali, ecc).

In particolare è utilizzata con successo nella cura di:

•peritendiniti, tendiniti, tenosinoviti, tendinopatie inserzionali, tendinosi,

•contratture, elongazioni, lesioni muscolari di 1° e 2° grado, miositi,

•contusioni, ematomi, distorsioni,

•borsiti, fasciti, neuromi, tunnel carpale e tarsale,

•gonartrosi, coxartrosi, cervicoartrosi, lombartrosi, rizoartrosi.

 

4. CONTROINDICAZIONI

 

La somministrazione della terapia deve essere evitata in presenza di:

•fase acuta (trauma o infezione),

•gravi deficit cardiocircolatori,

•diabete (insufficienza del microcircolo),

•neoplasie,

•TBC,

•stati infettivi locali o sistemici,

•Pace Maker,

•gravidanza in atto (se la zona da trattare è vicina all’addome),

•protesi o impianti metallici,

•cartilagini d’accrescimento,

•tessuti ischemici,

•malattie trombotiche o emorragiche,

•obesità.

 

 

 

 

 

 

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